… Chi non rischia la certezza per l’incertezza…
“… chi non rischia la certezza per l’incertezza…”. Prendendo in prestito una frase della celebre poesia “Ode alla Vita” di Martha Medeiros il racconto della storia delle ‘Vecchie Glorie’. Una storia che inizia da lontano, dagli anni d’oro della pallavolo corinaldese, gli anni in cui ciò che toccava diventava promozione. Anni preziosi per tutto il movimento, quelli che hanno fatto arrivare la Pallavolo Corinaldo, il dicembre scorso a compiere 25 anni. Anni di atlete fiere e orgogliose, quint’essenza della pallavolo regionale di quel periodo (stiamo parlando degli anni ’90). Un gruppo vincente, una squadra ancora in grado di dire la propria che, lo scorso anno ha deciso che era venuto il momento di rimettere piede sul taraflex. Un anno di prova, andato avanti con soli allenamenti e tanta voglia di giocare; ma per loro, abituate a sfide e ben altre emozioni, un solo allenamento non bastava e così hanno deciso di giocare la carta Terza Divisione. E, visto che chiedere non costa nulla l’hanno fatto ed eccole qua.
Qualche abbandono direzione Seconda Divisione, qualche innesto, due ventenni (le uniche con un passato più recente, ancora piccolissime per poter assaporare gli anni d’oro che furono) e la squadra era pronta. Così come la decisione del Consiglio di rimetterle in careggiata. Con un allenamento a settimana (il martedì dalle 21:30 alle 23:30) è iniziata la loro nuova stagione. Una cavalcata appassionata e spregiudicata, fatta di pochi rammarichi e molte vittorie. Un gioco espresso in crescendo, nonostante la tecnica regina che ha dominato l’intero girone. Una personalità mai arrendevole, una fame di vittoria mai sazia. Questi gli ingredienti che hanno permesso a questa squadra di arrivare per un nonnulla al 2° posto nel girone e approdare ai playoff(poi, vinti).
E qui arriva la frase: “… Muore chi non rischia la certezza per l’incertezza…”. Questa squadra è partita essendo certa di essere, si un po’ arrugginita, ma anche di essere stata una delle protagoniste di 15 anni fa. Le certezze costruite quest’anno poggiavano su questa base; ma, essendo atlete nell’animo, amanti della pallavolo in modo estremo, invece di crogiolarsi e adagiarsi sui ‘se’ e i ‘ma’ e tramandare le proprie imprese ai posteri si sono rimesse in gioco, hanno rimesso in piazza dubbi e paure, coraggio e determinazione. Per non ‘morire’, appunto.
A loro va tutta la nostra ammirazione: per l’orgoglio messo nel cammino, orgoglio che ha fatto brillare ancora di più, ancora una volta l’Avis Pallavolo Corinaldo.

